I COLORI DELL’ANIMA DI MARALBA FOCONE

Mostra di Maralba Focone

I colori dell’anima di Maralba Focone

Venerdì 8 marzo, presso la Biblioteca Civica Villa Amoretti di Torino, si è inaugurata la Mostra Personale dell’artista Maralba Focone.

di Pasquale Di Matteo

Nella splendida, quanto suggestiva, Villa Amoretti, venerdì 8 marzo si è inaugurato l’evento intitolato “I COLORI DELL’ANIMA”, Mostra Personale della pittrice torinese, Maralba Focone.

La mostra è stata allestita a cura della Dottoressa in Lettere Moderne, Anna Cristina Fanelli,  la quale collabora da anni con le Biblioteche Civiche di Torino, occupandosi di progettazioni di eventi in ambito culturale.

Poco prima delle diciotto, i numerosi intervenuti all’evento sono stati introdotti al vernissage dalla Dottoressa Cecilia Cognini, la Responsabile dell’Area Servizi al Pubblico, Attività Culturali, Qualità e Sviluppo delle Biblioteche Civiche Torinesi, che ha ringraziato i presenti e quanti si sono adoperati per allestire la mostra di Maralba Focone, spendendo qualche parola sulla location, la villa settecentesca della famiglia Amoretti, di proprietà del Comune di Torino dagli anni settanta del secolo scorso, prima di lasciare spazio a me, intervenuto in qualità di Critico d’Arte su invito della stessa pittrice.

Inizialmente, vista la concomitanza con la Giornata Internazionale della Donna, ho preferito cominciare con il porgere i miei auguri a tutte le donne presenti, auspicando un futuro in cui non sia più necessario dover ricordare in un giorno specifico le lotte del passato e il fatto che la parità di genere in ogni ambito della società dovrebbe essere la normalità.

Dopodiché ho fornito alcuni spunti di riflessione sulle opere di Maralba Focone, un’artista che nel titolo dato alla mostra, I COLORI DELL’ANIMA, racchiude come meglio non si potrebbe la sua espressione artistica.

La pittrice torinese, infatti, declina sulle tele la sua particolare capacità di andare oltre lo strato apicale della pelle, oltrepassando i tessuti in un’osmotica empatia che le rende facile raggiungere l’anima di chi sceglie di dipingere.

E Maralba Focone sceglie sempre persone tormentate, affrante, colte in momenti di riflessione e di tribolazione, temi che si ritrovano anche nelle sue raffigurazioni di borghi privi di strade e di piazze, o con accenni a sentieri che si perdono dietro un muro, o in un turbinio di colori sfumati, di pastelli che si fondono in tinte simili, che non fanno intravedere il percorso.

Per Maralba Focone, la rappresentazione trascende il senso della vista e ciò che siamo abituati a osservare con gli occhi, perché ella raffigura l’anima delle persone e le importa esclusivamente accennare corpi e volti, ponendo l’accento sulle espressioni del tormento, che riesce a far vivere a chi fronteggia le sue tele attraverso la deformazione delle figure e l’uso di colori quasi monocromatici, che rendono solo l’idea degli abiti, delle fattezze e delle forme, disegnando scene oniriche che catapultano lo spettatore in dimensioni parallele, fino a vivere il tormento esistenziale dei protagonisti raffigurati sulle tele.

Angoscia, tribolazione e senso di solitudine si provano immedesimandosi in quei protagonisti e sentendosi posti all’interno dei suoi borghi fatti di case, tetti e muri addossati gli uni agli altri, in cui il senso della prospettiva è volutamente polverizzato per creare un limite invalicabile cosicché ci si senta soli, sperduti, angosciati e tormentati, fino a vivere le stesse tribolazioni declinate sulle tele.

Un filo conduttore, quello di Maralba Focone, che rende le opere della pittrice di origini partenopee distinguibili tra milioni di altre, sia per l’uso dei colori, sia per la sua personale interpretazione espressionista.

Elemento ulteriormente distintivo è rappresentato dalle mani delle figurazioni di Maralba Focone, magre, deformi, dalle dita nodose ed eccessivamente allungate, fino a ricreare artigli che danno la sensazione che quelle anime cerchino un’ancora di salvezza a cui aggrapparsi per abbandonare il tormento, tornando alla vita.

Ho ricordato che cogliere le angosce di chi è in difficoltà, invitando ad andare oltre lo strato apicale delle cose, per raggiungere la profondità, è un aspetto che dà l’idea dello spessore non soltanto artistico, ma della persona di Maralba Focone, in una società come la nostra, in cui l’immagine e l’apparenza sono, invece, idolatrate.

Maralba Focone, pertanto, racconta gli effetti collaterali prodotti dalla società del progresso e del consumismo sfrenato, in un messaggio che diverrà persino storico con il tempo, quando le sue opere sapranno parlare del nostro presente a chi verrà domani, facendo della pittrice torinese un’artista su cui investire, anche sotto il profilo meramente speculativo.

Ho ricordato, inoltre, che Maralba Focone ha un curriculum artistico notevole e di indubbio spessore, avendo, tra i molti percorsi culturali che l’hanno vista protagonista negli anni in tutta Europa, insegnato Arte e Storia dell’Arte per un lungo periodo della sua vita, esposto nelle più importanti città italiane ed europee, e collaborato con il Teatro Fregoli di Torino in qualità di consulente per le mostre.

Al termine della presentazione, tra un sorso di spumante e le prelibatezze offerte dal buffet, ho risposto alle richieste di delucidazioni sulle opere dell’artista in esposizione, poste da alcuni ospiti del vernissage .

L’evento si è poi concluso intorno alle 20, alla chiusura della struttura.

La mostra I COLORI DELL’ANIMA resterà aperta al pubblico fino a sabato 16 marzo, presso la Biblioteca Civica di Villa Amoretti a Torino, in C.so Orbassano, 200, rispettando i seguenti orari:

lunedì 15.00-19.55; dal martedì al venerdì 08.15-19.55; sabato 10.30-18.00.

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