L’Abbraccio di Maralba Focone

Critica a L’Abbraccio, opera di Maralba Focone

di Pasquale Di Matteo

Nell’abbraccio di Maralba Focone, non ci sono soltanto il conforto e l’amore, ma il trionfo dell’anima sul corpo, dove le braccia sono fili invisibili di empatia che si intrecciano in un’estasi di positività.

L’Abbraccio di Maralba Focone

Le braccia del bambino sono le braccia di chi grida aiuto e viene inascoltato, ma nell’opera della Focone trova finalmente uno scoglio a cui aggrapparsi.

L’artista, con questa opera, ci invita ad ascoltare chi vive tormenti e angosce, a non essere egoisti, per accendere la luce dei legami empatici, in modo da relazionarci agli altri con l’anima, al ritmo del cuore, tralasciando la freddezza della razionalità.

Un’opera in cui prevale la luce del rosa, a ricordarci che l’amore è alla base della vita stessa e che non possono esistere relazioni sane, che non possono esserci relazioni importanti, senza basarsi sull’amore.

La mano del bimbo, a differenza di altre opere della Focone, non è un artiglio con dita eccessivamente allungate, ma ha tratti più affusolati e distesi, a testimonianza del fatto di come egli trovi conforto in quell’abbraccio, che lo riporta in luoghi sicuri, in cui non sentirsi più spaventato.

L’abbraccio di Maralba Focone è il desiderio della sua anima di relazionarsi con il mondo, coccolandolo, l’estroflessione della personalità dell’artista che ci rassicura della sua attenzione e della sua premura.

Maralba Focone ci invita a essere filantropi della vita, altruisti, amorevoli con il prossimo, per costruire una società più solidale e finalmente matura.

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