L’ALTRA FACCIA DI MARALBA

L’altra faccia di Maralba

Maralba Focone, la famosa pittrice di origini partenopee, non si contraddistingue soltanto per la raffigurazione dell’anima, per i colori che esaltano lo spessore umano, tralasciando lo strato apicale della pelle, ma relaziona se stessa al mondo anche attraverso le sue nature morte.

di Pasquale Di Matteo

Maralba Focone, si sa, oramai a Roma è una pittrice famosa, dopo gli eventi che l’hanno vista protagonista nella capitale, dapprima il 3 maggio, presso la suggestiva Sallustiana Art Gallery, di fronte all’ambasciata degli Stati Uniti d’America, infine nella sala Protomoteca del Campidoglio, che è il massimo palcoscenico italiano cui possa ambire un artista.

Dopo alcune delusioni a causa di filibustieri di cui è pieno il mondo dell’arte, quelli romani sono stati eventi finalmente importanti, che hanno fatto parlare dell’artista residente a Torino sulla stampa che conta e tra i salotti della movida, dell’imprenditoria e della politica romane, elementi fondamentali per un pittore che voglia essere ricordato come artista, senza restare appiattito tra gallerie e manifestazioni di second’ordine.

Entrambi gli eventi capitolini sono stati frutto della maestria di Anna Maria Brazzò, una delle migliori curatrici del nostro Paese.

Come spiegato, in entrambe le rassegne, dal Critico d’Arte, Pasquale Di Matteo, l’arte della Focone si caratterizza per la sua attenzione all’umiltà, ai più deboli, in una catarsi di colori con la quale l’artista dà voce alle anime delle figurazioni che rappresenta sui supporti.

Eppure, tra le opere proposte dalla Focone in Campidoglio, figuravano molte nature morte, dai colori più vivaci delle sue figurazioni e dei suoi borghi, ma sempre in linea con la raffinatezza cromatica che contraddistingue la mano dell’artista residente a Torino.

Nature morte che, se da un lato sono esercizi di stile e di colore, vezzi cromatici attraverso cui armonizzare la spatola con la tela, da un altro punto di vista rafforzano il legame di Maralba Focone con l’ambiente in cui vive, dando forma a opere raffinate ed eleganti che sembrano non avere tempo.

E la grandezza di questa poetessa del colore sta proprio nel fermare il tempo, nel piegarlo e fissarlo con le sue spatolate sulla tela, dove a farla da padroni sono le declinazioni del giallo e del rosso, nella sua forma più romantica, rosa.

Vasellame, fiori e frutti che sembrano fluttuare nel colore, dove gli sfondi si fanno nebulosi e fiabeschi, trasportandoci in un mondo fatto di sogni e di poesia, luoghi che prendono vita dalla spatola di Maralba Focone, maestra di stile e di raffinatezza.

Stile e raffinatezza che, ovviamente, risulta prepotente nei due temi più cari alla Focone, ovvero le figurazioni e i borghi.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *