MARALBA FOCONE, ASCESA AL CAMPIDOGLIO

maralba focone al campidoglio

Maralba Focone, ascesa al Campidoglio

La raffinata Arte di Maralba Focone sarà esposta al Campidoglio, a Roma, il 12 giugno, evento che sarà organizzato dalla nota curatrice, Anna Maria Brazzò, e presentato dal Critico d’Arte, Pasquale Di Matteo.

di Pasquale Di Matteo

Il 12 giugno 2019 sarà una data da ricordare per la carriera di Maralba Focone, pittrice raffinata che risiede da anni a Torino.

Partita dalla sua Napoli con un carico di sogni, la vita l’ha condotta a vivere nelle più suggestive città italiane ed europee, anni in cui ha esposto le proprie opere d’arte nei più importanti musei e nelle migliori gallerie, ma il Campidoglio è, senza dubbio, una meta carica di spessore, la naturale espressione per un’artista di grande livello.

Maralba Focone era già stata introdotta recentemente nella mondanità romana, il 3 maggio scorso, con un bellissimo evento organizzato anch’esso da Anna Maria Brazzò, presso la Sallustiana Art Gallery di Roma, quando il Critico d’Arte, Pasquale Di Matteo, aveva sviscerato lo stile e la poetica della sua Arte, presentandola al pubblico numeroso accorso per conoscerla.

L’Arte della Focone, d’altronde, si declina nella raffinatezza del colore, carezzevole poesia che racconta le tribolazioni del vivere, l’umiltà degli ultimi e l’angoscia provata nella solitudine.

Maralba Focone analizza le controindicazioni prodotte dalla società contemporanea, in cui progresso, benessere e ricchezza di pochi fagocitano le libertà e la dignità di molti, di quegli ultimi che nelle opere della Focone diventano protagonisti.

Tratti che ricordano vagamente il miglior Modigliani e temi e cromie che rimandano al Periodo Blu di Picasso, Maralba Focone narra quella parte di presente non raccontata, penetrando nel profondo delle situazioni, leggendo l’anima chi vive agli ultimi posti della società, di chi galleggia su giorni angosciosi e deve fare i conti con forti turbamenti, che appesantiscono l’anima.

I protagonisti delle opere di Maralba Focone sono sempre tristi, soli, con la testa china e le spalle ricurve, schiacciate dai problemi e da una vita difficile.

E la Focone raffigura questi individui contornando le loro anime, focalizzandosi sull’aspetto spirituale, tralasciando il dettaglio dell’esteriorità, che nell’Arte della pittrice torinese risulta inutile orpello.

L’artista è capace di instaurare una linea empatica con le anime delle sue figurazioni, riuscendo a esaltare quelle tribolazioni attraverso le sue spatolate e le particolari monocromie, capaci di sussurrare all’inconscio di chi osserva le sue opere la potenza del messaggio, in grado di raccontare il nostro presente a chi verrà domani.

Altro grande tema caro alla Focone è il borgo, casi e muri che si addossano l’un l’altro, senza soluzione di continuità, con una prospettiva appiattita, dove persino le strade e i vicoli sembrano finire in un muro.

Quasi sempre, in quelle vie vi si ritrova una delle sue figurazioni, sola, abbracciata alla propria angoscia e al senso di solitudine.

E, proprio attraverso la solitudine di quelle figurazioni e l’assenza di un orizzonte, di uno sbocco, la Focone ci fa vivere tutta la tribolazione e l’angoscia provata dai protagonisti della sua pittura, un’Arte raffinata che al Campidoglio troverà certamente la sua giusta collocazione.

Un traguardo meritato, che sarà indubbiamente motivo d’orgoglio per l’artista e per la sua famiglia, meritata cornice per un’artista che, finalmente, trova i palcoscenici più adatti alla raffinatezza della sua Arte.

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